Archivio mostre temporanee

2020

Il grembiule ha fatto il suo tempo? Niente affatto!

É un accessorio tuttora molto usato, nel mondo professionale così come nella vita di tutti i giorni.

Indossato in giardino, in cucina, nelle feste folkloristiche o nel tempo libero, non è certo un relitto del passato.

Spesso assume un significato molto personale o emotivo per chi lo indossa.

È utilizzato indistinamente da donne, uomini e bambini e ha molteplici funzioni: protegge i vestiti, conferisce prestigio, fa parte della divisa di lavoro e serve come ornamento.

Ideata a cura di Ester Gajek presso la cattedra di scienze culturali comparate dell’Università di Regensburg in collaborazione con il Museo civico di Deggendorf, la mostra illustra la versatilità di un capo entrato a far parte della nostra quotidianità.

2019

Donne in manicomio nel regime fascista

Durante il Ventennio, il controllo sulle condotte e sui comportamenti individuali si inasprì ulteriormente. Nel mirino del regime finirono anche molte donne che non rientravano negli stereotipi culturali del tempo e/o che non rispondevano o non volevano rispondere al ruolo loro corrisposto dal regime fascista. Furono rinchiuse in manicomi per essere “guarite”, e molte vi morirono. Molte di loro provenivano da situazioni di estrema povertà o di fragilità psichica, a volte si trattava anche solo di mogli ribelli, di giovani prostitute, di ragazze trasgressive e di vittime di violenza domestica.

La Fondazione Università degli Studi di Teramo ha dedicato e ideato a questo tema la mostra foto-documentaria “I fiori del male”. Il tema centrale della mostra sono i ritratti di queste donne, volti drammaticamente espressivi di figlie, madri, spose e amanti. Le foto sono spiegate da citazioni tratte dai diari personali, da lettere e da relazioni mediche. La mostra “I fiori del male” nasce dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante donne recluse in manicomio durante il periodo fascista.

La mostra itinerante è in viaggio da diversi anni in tutt’Italia, l’urania meran in collaborazione con il Museo delle Donne la ospiterà per la prima volta in Alto Adige e Merano.

Qui trovate il programma di contorno.

Visite guidate con la storica e ricercatrice Anotnella Tiburzi nella mostra temporanea ‘i fiori del male’.

Date: venerdì, 24.01.2020 ore 16:00 – sabato, 25.01.2020, ore 10:00 – venerdì, 07.02.2020 ore 15:00 –  sabato, 08.02.2020 ore 10:00 – martedì, 11.02.2020 ore 15:00 – venerdì, 14.02.2020 ore 15:00.

La visita sarà confermata al raggiungimento di un minimo di 6 partecipanti.

Iscrizione: Museo delle Donne, 0473 23 12 16, info@museia.it

Nella mostra si tratta di una parziale aquisizione della mostra del capitolo di Bolzano „Signora fotograf(i)a“ di un progetto Interreg , una mostra di fotografie storiche da vari archivi storici in cinque cittá della Regione europea Tirolo – Alto Adige – Trentino, curata da Giusi Campisi e Luca Bertoldi – arrichita con oggetti dalla collezione del Museo delle Donne.

In collaborazione con Argento Vivo Fotografia Patrimonio Culturale, Archivio Fotografico del Tirolo, Città di Brunico, Provinica autonoma di Bolzano, Tiroler Landesmuseen e Provincia autonoma di Trento.

13.12.2017 – 01.09.2018 Sonderausstellung Kümmernis – eine wieder und neu entdeckte Kultfigur

08.03. – 31.03.2018 Sonderausstellung Maria, Anna, Francesca, Giulia und die anderen – 90 Jahre Geschichte Italiens

07.09. – 30.10.2018 Sonderausstellung Auf der Haut

2018

Durata: fino 23.11.2019

Oggigiorno, la donna occidentale trascorre molto meno tempo ai fornelli rispetto al passato. Cucinare non è più compito inderogabile della donna. Il lavoro femminile e la condivisione dei compiti domestici tra i sessi hanno cambiato le abitudini e lo stile di vita delle famiglie.

Tra salutismo, immagni corporee, coscienza ecologica, scelta tra consumo di carne e animalismo nonché problematiche dell’agricoltura regionale e globale, la responsabilità morale siede con noi a tavola e ci accompagna fin dal momento della spesa.

Sul piano della produzione, le multinazionali del settore alimentare adottano strategie decisamente spregiudicate: il furto di terre, la brevettazione delle sementi, l’impiego massiccio di sostanze chimiche ecc. Nel rivolgersiai consumatori, l’industria alimentare blandisce, pilota e approccia in primoluogo le donne.

Sul piano privato, preparare i pasti è tuttora considerato un modo di prendersi cura della famiglia e di creare comunità,e dunquecompito della donna.

Ponendo al centroil lavoro quotidiano delle donne, la mostra “Cosa bolle in pentola?” illustra quanto sia cambiatala cucina intesa come sfera d’azione individualee sociale.

 

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