Archivio mostre temporanee

2021

Mostra temporanea 01/03 – 31/10/2021

L’amicizia femminile può assumere tante sfumature diverse, può durare per poco, per mezza o tutta la vita. Letteratura e trattati filosofici, tradizionalmente concentrati solo sulle amicizie maschili, spostarono finalmente il discorso sul rapporto declinato al femminile. Con il progredire del XVIII secolo, anche le amicizie femminili si sono messe al centro dell‘attenzione. Per la prima volta le donne venivano descritte come soggetti in relazione tra loro, e come tali cominciarono anche ad auto-rappresentarsi.

Presentiamo coppie di amicizie e mostriamo la grande diversità di amicizie femminili.

L’idea della mostra è nata presso il Museo delle Donne di Bonn grazie alla sua curatrice Bettina Bab ed è stata ulteriormente sviluppata a Merano.

Già lo scorso anno, una piccola parte della mostra è stata resa virtualmente accessibile in inglese sul sito della rete internazionale dei musei delle donne.

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Mostra temporanea dal 9 marzo 2021

Con immagini e testi, giovani donne rifugiate trasmettono le impressioni della loro vita nei centri di prima accoglienza e nella loro nuova casa. Le opere sono il risultato di un progetto di ricerca al quale hanno partecipato le donne di un centro di prima accoglienza del sud Italia insieme a Sabine Tiefenthaler (dottoranda alla Fak. F. Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano), e Gemma Lynch (fotografa e produttrice).

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“She-Culture” è un progetto biennale (Ottobre 2013-Settembre 2015) finanziato nell’ambito del Programma Cultura 2007-2013, asse 3.2 “Progetti di co-operazione tra organizzazioni che svolgono analisi di politiche culturali” e co-finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo-Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee.

Il progetto intende affrontare il tema della promozione della diversità culturali e del dialogo interculturale attraverso l’analisi e la valutazione delle politiche di genere nel settore culturale a livello europeo e nazionale, con particolare attenzione ai Paesi partner de progetto.

Il progetto parte quindi da un’analisi del ruolo dei musei delle donne – che costituiscono un punto di partenza particolarmente significativo e un osservatorio privilegiato per analizzare come l’interazione fra la progettualità culturale e quella di genere siano in grado di produrre valore sociale, in termini strettamente artistici e storici, ma anche di coesione e inclusione sociale, di lifelong e lifedeep learning, di spazio di elevata qualità per la partecipazione alla vita della comunità locale e alla vita di comunità sempre più ampie e interrelate – e del rapporto tra musei e donne, con particolare riferimento alla creatività femminile nei musei di arte contemporanea e nel settore della grafica. Parte del progetto sarà anche la realizzazione di una campagna sul tema della “genderizzazione” dei giocattoli, sostenuta anche attraverso la diffusione di un video realizzato da giovani artisti contemporanei sul tema in oggetto.

Obiettivi principali

  • Analizzare le politiche culturali e di genere a livello Europeo e nazionale;
  • Analizzare le attività e l’impatto sociale dei Musei delle Donne;
  • Sostenere la rete esistente dei Musei delle Donne in Europa attraverso la creazione di un portale interattivo;
  • Fornire linee guida per la valutazione, identificando indicatori quantitativi e qualitativi;
  • Realizzare una campagna sul tema delle “genderizzazione” dei giocattoli;
  • Proporre in ogni Paese partner del progetto un concorso per la realizzazione di un video sul tema di cui sopra, realizzato da un giovane artista: l’unione dei 5 video vincitori rappresenterà il video finale del progetto e sarà presentato nei musei partner.

Sito web del progetto

Partner

1. ECCOM – European Centre for Cultural Organization and Management (IT) – Co-ordinatore

2. Museo delle donne di Merano (IT)

3. Interarts (ES)

4. Associacio Promotora del Centre de Cultura de Dones Francesca Bonnemaison (ES)

5. Kvinnemuseet / The Women Museum (NOR)

6. Kvinnemuseet / The Women Museum (DEN)

7. Muzeu i Grave / The Women Museum (AL)

2020

Il grembiule ha fatto il suo tempo? Niente affatto!

É un accessorio tuttora molto usato, nel mondo professionale così come nella vita di tutti i giorni.

Indossato in giardino, in cucina, nelle feste folkloristiche o nel tempo libero, non è certo un relitto del passato.

Spesso assume un significato molto personale o emotivo per chi lo indossa.

È utilizzato indistinamente da donne, uomini e bambini e ha molteplici funzioni: protegge i vestiti, conferisce prestigio, fa parte della divisa di lavoro e serve come ornamento.

Ideata a cura di Ester Gajek presso la cattedra di scienze culturali comparate dell’Università di Regensburg in collaborazione con il Museo civico di Deggendorf, la mostra illustra la versatilità di un capo entrato a far parte della nostra quotidianità.

2019

Donne in manicomio nel regime fascista

Durante il Ventennio, il controllo sulle condotte e sui comportamenti individuali si inasprì ulteriormente. Nel mirino del regime finirono anche molte donne che non rientravano negli stereotipi culturali del tempo e/o che non rispondevano o non volevano rispondere al ruolo loro corrisposto dal regime fascista. Furono rinchiuse in manicomi per essere “guarite”, e molte vi morirono. Molte di loro provenivano da situazioni di estrema povertà o di fragilità psichica, a volte si trattava anche solo di mogli ribelli, di giovani prostitute, di ragazze trasgressive e di vittime di violenza domestica.

La Fondazione Università degli Studi di Teramo ha dedicato e ideato a questo tema la mostra foto-documentaria “I fiori del male”. Il tema centrale della mostra sono i ritratti di queste donne, volti drammaticamente espressivi di figlie, madri, spose e amanti. Le foto sono spiegate da citazioni tratte dai diari personali, da lettere e da relazioni mediche. La mostra “I fiori del male” nasce dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante donne recluse in manicomio durante il periodo fascista.

La mostra itinerante è in viaggio da diversi anni in tutt’Italia, l’urania meran in collaborazione con il Museo delle Donne la ospiterà per la prima volta in Alto Adige e Merano.

Qui trovate il programma di contorno.

Visite guidate con la storica e ricercatrice Anotnella Tiburzi nella mostra temporanea ‘i fiori del male’.

Date: venerdì, 24.01.2020 ore 16:00 – sabato, 25.01.2020, ore 10:00 – venerdì, 07.02.2020 ore 15:00 –  sabato, 08.02.2020 ore 10:00 – martedì, 11.02.2020 ore 15:00 – venerdì, 14.02.2020 ore 15:00.

La visita sarà confermata al raggiungimento di un minimo di 6 partecipanti.

Iscrizione: Museo delle Donne, 0473 23 12 16, info@museia.it

Nella mostra si tratta di una parziale aquisizione della mostra del capitolo di Bolzano „Signora fotograf(i)a“ di un progetto Interreg , una mostra di fotografie storiche da vari archivi storici in cinque cittá della Regione europea Tirolo – Alto Adige – Trentino, curata da Giusi Campisi e Luca Bertoldi – arrichita con oggetti dalla collezione del Museo delle Donne.

In collaborazione con Argento Vivo Fotografia Patrimonio Culturale, Archivio Fotografico del Tirolo, Città di Brunico, Provinica autonoma di Bolzano, Tiroler Landesmuseen e Provincia autonoma di Trento.

13.12.2017 – 01.09.2018 Sonderausstellung Kümmernis – eine wieder und neu entdeckte Kultfigur

08.03. – 31.03.2018 Sonderausstellung Maria, Anna, Francesca, Giulia und die anderen – 90 Jahre Geschichte Italiens

07.09. – 30.10.2018 Sonderausstellung Auf der Haut

2018

Durata: fino 23.11.2019

Oggigiorno, la donna occidentale trascorre molto meno tempo ai fornelli rispetto al passato. Cucinare non è più compito inderogabile della donna. Il lavoro femminile e la condivisione dei compiti domestici tra i sessi hanno cambiato le abitudini e lo stile di vita delle famiglie.

Tra salutismo, immagni corporee, coscienza ecologica, scelta tra consumo di carne e animalismo nonché problematiche dell’agricoltura regionale e globale, la responsabilità morale siede con noi a tavola e ci accompagna fin dal momento della spesa.

Sul piano della produzione, le multinazionali del settore alimentare adottano strategie decisamente spregiudicate: il furto di terre, la brevettazione delle sementi, l’impiego massiccio di sostanze chimiche ecc. Nel rivolgersiai consumatori, l’industria alimentare blandisce, pilota e approccia in primoluogo le donne.

Sul piano privato, preparare i pasti è tuttora considerato un modo di prendersi cura della famiglia e di creare comunità,e dunquecompito della donna.

Ponendo al centroil lavoro quotidiano delle donne, la mostra “Cosa bolle in pentola?” illustra quanto sia cambiatala cucina intesa come sfera d’azione individualee sociale.

 

Con il sostegno di