Apertura: lun-ven 10-17 (ultima entrata 16.30) | sab 10-12.30 (ultima entrata 12) | dom chiuso
Orari di apertura straordinari
Nella vetrina in prestito del Museo delle Donne, le visitatrici e i visitatori fanno la conoscenza di Amalia Maria Fleischer: ebrea nata a Vienna, che vive la Prima guerra mondiale a Merano, si converte in seguito al cattolicesimo e, nonostante numerosi ostacoli, riesce a conquistarsi un percorso di studi in filosofia e giurisprudenza a Innsbruck e a Roma. Attraverso fotografie, documenti e lettere emerge chiaramente come la sua richiesta all’Ordine degli Avvocati di Bolzano provochi uno scandalo: è davvero consentito alle donne esercitare la professione forense?
Solo la legge Sacchi, insieme a pareri favorevoli provenienti da Roma e Trieste, le apre infine la strada. Dopo una lunga e tenace battaglia, nel 1935 viene ammessa come prima avvocata dell’Alto Adige. Ma questa storia di successo subisce una brusca interruzione: le leggi razziali del 1938 le fanno perdere l’insegnamento, la cancellano dall’albo degli avvocati e conducono infine al suo arresto e alla deportazione ad Auschwitz.