Dal 22 settembre:
Più di 100 dipinti di scarpe saranno terminati per quella data – esposti in interazione con numerose tele vuote e bianche, a simboleggiare la lunga strada che l’artista deve ancora percorrere. La mostra è completata e arricchita dalle affermazioni delle proprietarie delle scarpe, che spiegano il loro rapporto con decolleté, ballerine, tacchi alti o sandali.
Difficilmente un altro capo d’abbigliamento viene amato, comprato e collezionato con tanta passione dalle donne. Per molte le scarpe sono un’affermazione d’identità – permettono di cambiare completamente: le scarpe sportive basse rendono disinvolte, i tacchi a spillo vengono messi nelle grandi occasioni e per esprimere femminilità. Ma è anche difficile trovare un altro accessorio sul quale si discuta così appassionatamente, visto che raramente gli uomini riescono a comprendere questo capriccio femminile. Di solito per loro le scarpe sono solo oggetti di uso comune funzionali e non oggetti di desiderio. O forse si tratta solo di luoghi comuni? E l’agitazione che circonda le scarpe femminili non è magari solo un simbolo dello ruolo stereotipato della donna?
Christine Gallmetzer libera le sue scarpe dal nostro mondo consumistico, dai ritmi febbrili e dai pregiudizi comuni, confinandole sulla tela. È determinante la scelta di Gallmetzer di non utilizzare né fotografie né filmati per il suo esperimento artistico, ma di servirsi della tradizionale tecnica pittorica. Attraverso l’immobilità della pittura, le scarpe acquistano un valore estetico che va oltre il momento della rappresentazione: diventano soggetti pittorici autonomi, come una natura morta, un ritratto o un paesaggio. Il desiderio del pittore di nature morte barocco era, da un lato, quello di cogliere oggetti della natura e della vita di tutti i giorni nella loro bellezza e di riuscire poi a renderla sulla tela; dall’altro, quello di trasmettere un messaggio criptato, un contenuto intellettuale. I dipinti di Gallmetzer sono nature morte composte da oggetti del nostro tempo. E anche loro non esauriscono il loro significato nella semplice rappresentazione. I modelli dei dipinti sono stati comprati e già indossati. Questo ha lasciato delle tracce, anche e in particolare sulla tela: le scarpe ci parlano delle donne a cui appartengono. Da una merce di massa emerge una grande quantità di pezzi unici, individuali e inconfondibili, strettamente legati a storie private e molto commoventi.